| 12/17/2013 4:41 am |
 Utente Senior

Regist.: 12/13/2013 Argomenti: 14 Interventi: 9
 OFFLINE | Nello statuto del Comune di Tortoreto è previsto che si possa proporre un referendum consultivo e propositivo e si rimanda al regolamento, un regolamento che però non esiste. È impossibile per i cittadini ricorrere alla consultazione popolare, o portare a buon fine anche una semplice petizione, senza l'approvazione di un apposito regolamento. Dopo oltre dieci anni dall'adeguamento dello Statuto comunale, nessuna delle amministrazioni che si sono succedute si è per nulla preoccupata di dotarsene, sebbene sia previsto dalla legge 267 del 2000 e venga più volte richiamato nello Statuto stesso, come recital'art. 14 al comma 9 “Le modalità di indizione, valutazione istruttoria, organizzazione e svolgimento del referendum sono disciplinate dallo specifico regolamento”,ma soprattutto per ottenere la vera Democrazia (sovranità popolare) come stabilita dall'art. 1 della Costituzione italiana (legge fondamentale dello Stato).Inutile quindi impegnarsi nel coinvolgimento dei cittadini alla “gestione della cosa pubblica” attraverso raccolte firme, se poi non esiste un regolamento attuativo.
L'approvazione di un apposito regolamento completo ed organico in tutti i suoi aspetti è, sicuramente, il primo passo necessario al fine di offrire ai cittadini gli strumenti di democrazia diretta che la Legge concede loro.
In questa prospettiva il nostro gruppo di cittadini Tortoretani, iscritti al Movimento 5 Stelle, ha fatto istanza alla Amministrazione del Comune di Tortoreto per ottenere l'adeguamento dello Statuto all'art. 8 della legge 267/2000 e l'emanazione del "Regolamento attuativo dei Referendum comunali Abrogativi e Propositivi",così come previsto nello Statuto vigente. Peraltro, essendo l’adozione di detto regolamento obbligatoria, utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione perché tale regolamento venga approvato al più presto e affinchè non venga più soppressa, sul nascere, ogni forma di Democrazia Partecipativa in questo Comune. Sappiamo che molti cittadini hanno firmato nel corso degli anni delle raccolte firme nel tentativo di far ascoltare la propria voce. Considerare quelle firme "solo" come una richiesta significa chiamare le cose con il loro nome, visto che siamo in uno stato di diritto, dove le regole hanno ancora un peso e vanno rispettate. Continuare a dire che il referendum o le raccolte firme si possono fare e hanno una valenza istituzionale, significa trarre in inganno i cittadini.
Rendendo concretamente possibile il ricorso allo strumento referendario, si consentirà alla collettività di concorrere all’attività di formazione delle politiche pubbliche che la riguardano attraverso espressioni dirette, e non mediate, della sua volontà.
Si tratta di una vera rivoluzione, pacifica e democratica, che gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Tortoreto hanno l'orgoglio di patrocinare e a cui le istituzioni hanno il dovere di rispondere. Il divario tra la politica e i cittadini va colmato e tali strumenti sono indispensabili per migliorare le relazioni tra la società e le istituzioni.
Se l’Organo di Vertice della Civica Amministrazione approverà la nostra richiesta, (come appare probabile, non sussistendo, in proposito, ragioni ostative), i cittadini avranno, finalmente, la possibilità di esprimere la loro volontà ed i loro orientamenti in merito a temi, iniziative, programmi e progetti di interesse generale della comunità.
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