| 03/07/2012 9:29 am |
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 OFFLINE | L'Etere dai fisici viene definito: fluido ipotetico, diradatissimo e perfettamente elastico, dalle cui vibrazioni si fanno dipendere le radiazioni termiche e luminose (Enciclopedia Hoepli).
Le particelle dell'etere sono soggette ad un continuo movimento vibratorio rapidissimo.
La velocità di propagazione di tali vibrazioni, deve essere certamente almeno uguale a quella della luce, che fu calcolata di 300.000 chilometri per secondo, quando non sia anche superiore a tale cifra, visto che l'elettricità è ritenuta ancora più veloce, come risulterebbe da esperienze di W[h]eatstone, cioè di chilometri 460.000 per secondo.
Non si è misurato soltanto la velocità di tali vibrazioni, ma si è anche calcolato il numero e l'ampiezza delle vibrazioni, che variano a seconda dei varii fenomeni, elettrici, luminosi[,] caloriferi ecc. Le cifre che esprimono la quantità di vibrazioni per ogni secondo di tempo, sono tali che la nostra mente non può farsene un'idea: per esempio le vibrazioni luminose son rappresentate da numeri di 15 cifre.
Le particelle dell'etere non obbedendo a fenomeni d'attrazione e perfettamente libere a loro stesse, per l'impulso della forza iniziale inesauribile ed eterna, sono soggette a vibrazioni rettilinee, non interrotte che dall'incontro d'altre particelle provenienti da altre direzioni. In seguito all'urto riprendono nuove direzioni e ciò senza alcuna perdita della forza viva iniziale. |
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